Direzione finanziaria
per imprese di food e beverage

Un’impresa food vive di materie prime volatili, circolante pesante e margini sottili. Il modello CFO Office porta dentro l’azienda una lettura continua di food cost, marginalità per linea e liquidità. Le decisioni su listini, canali e investimenti si prendono sui numeri.

Food costl’incidenza reale della materia prima, per linea
EBITDAil margine, non solo il fatturato
90-120gi termini di incasso tipici della GDO
Circolantemagazzino e crediti, dove si blocca la cassa

Una direzione finanziaria continua per la tua impresa food.

Un presidio che accompagna l’azienda sui numeri, mese dopo mese, tra materie prime e margini, a partire da una valutazione dell’assetto finanziario.

Il punto di partenza

Perché il food & beverage è un settore finanziariamente diverso

Un’azienda può vendere tanto e avere comunque margini erosi e cassa bloccata: il motivo è in come sono fatti i suoi numeri.

Ciò che entra

Ricavi da più linee e canali, spesso con sconti, contributi promozionali e premi che ne assorbono una parte, e incassi diluiti nel tempo.

Ciò che esce

Materie prime volatili e un circolante pesante tra magazzino e crediti: senza pianificazione, la cassa resta intrappolata.

Sapere se il fatturato è cresciuto non basta. Conta sapere quanto costa davvero ogni linea, quanto resta dopo sconti e materie prime e quando la cassa torna disponibile.

Le metriche che contano

I numeri con cui si governa un’impresa food

Il fatturato e i volumi, da soli, dicono poco. Il CFO Office costruisce e tiene aggiornate le metriche che mostrano come va davvero l’azienda.

i.

Food cost

Incidenza della materia prima. Per linea di prodotto, aggiornata sui prezzi reali di acquisto.

ii.

Marginalità per linea

Non tutte le linee rendono uguale. La risposta sta nel margine di contribuzione, non nei volumi.

iii.

Margine netto per canale

GDO, Ho.Re.Ca., diretto, export. Al netto di sconti e premi, quanto resta davvero per ciascuno.

iv.

Rotazione delle scorte

Magazzino di materie prime e prodotto finito: quanta cassa è ferma a scaffale.

v.

Ciclo del circolante

Giorni di incasso, pagamento e magazzino: quanto tempo la cassa resta intrappolata.

vi.

Cassa e stagionalità

Il forecast lungo l’anno: quando arrivano i picchi di acquisto e i termini lunghi della GDO.

Con chi lavoriamo

Le imprese food che il CFO Office presidia

Il food & beverage non è un blocco unico. Ogni modello ha una struttura di costi, un circolante e una logica di canale diversa. Il modello si calibra di conseguenza.

Una direzione finanziaria su misura per la tua impresa.

Calibrata sulla complessità reale: numero di linee, canali, peso del circolante, piani di investimento. Bastano trenta minuti per capire se e come attivarla.

Il metodo

Cos’è il CFO Office e come funziona

È il sistema con cui Aurora costruisce e presidia la funzione CFO dall’esterno, in modo continuo: un ciclo mensile fisso che raccoglie i dati, analizza la performance, sintetizza i numeri e prepara le decisioni del mese successivo.

01

Assessment iniziale

Qualità dei dati, processi, gap di governo.

02

Setup del modello

Reporting, viste gestionali, calendario mensile.

03

Ciclo mensile

Analisi, sintesi manageriale, decisioni.

CFO Officeogni mese

Da quel momento, l’azienda passa da una gestione reattiva a una gestione governata. Si vede su tre piani concreti: marginalità, struttura dei costi, generazione di cassa. Cambia il metodo con cui si governa l’azienda, prima ancora dell’organigramma.

Tre livelli di presidio

I tre livelli del CFO Office: CORE, PLUS, PRO

Lo stesso modello, calibrato sulla complessità reale dell’impresa. Si parte dal livello giusto, si sale quando ha senso.

CORE

Attivazione

Primo livello di controllo su food cost, marginalità per linea e cassa. Per imprese senza visibilità strutturata sui numeri.

PLUS

Direzione

Budget per linea e canale, gestione del circolante e pianificazione degli investimenti. Per imprese che vogliono iniziare a guidare la crescita.

PRO

Governo

Supporto diretto alle decisioni strategiche: nuove linee, ingresso nella GDO o nell’export, ingresso di fondi, acquisizioni, cessione. Per chi vuole un vero presidio CFO.

I segnali

Quando un’impresa food ha bisogno di un CFO esterno

Sono le situazioni che vediamo ripetersi quando un’azienda ci contatta per la prima volta.

i.

Il fatturato cresce, ma a fine anno il margine e la cassa raccontano una storia diversa, senza una spiegazione chiara del perché.

ii.

Stai valutando una nuova linea o un nuovo impianto e serve un business plan solido da presentare in banca, costruito con metodo.

iii.

Il prezzo delle materie prime si muove di continuo e non è chiaro quanto stia erodendo il margine di ciascuna linea.

iv.

Manca visibilità su quanto rendano davvero i singoli canali al netto di sconti e premi: i conti sono tutti insieme.

v.

La GDO paga a 90-120 giorni e il magazzino cresce: la cassa resta bloccata anche quando le vendite vanno bene.

vi.

Un fondo, un partner o un acquirente si sta avvicinando, e i numeri non sono ancora pronti per essere presentati a terzi.

Continua

Esplora il modello in settori vicini

Lo stesso presidio finanziario, applicato ai settori affini al food & beverage: ospitalità, filiera agroalimentare e distribuzione HORECA.

Parliamone
Federico Caccavari, Founder di Aurora
Federico Caccavari
Founder di Aurora

Aurora è una boutique di advisory strategico-finanziaria per PMI da 1 a 50 M€ di fatturato. Costruiamo e presidiamo la funzione CFO dall’esterno, con un ciclo mensile continuo.

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Una valutazione preliminare dell’assetto finanziario della tua impresa, senza impegno: capiamo insieme se e come attivare il CFO Office.

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FAQ

Domande frequenti sul CFO esterno per il food & beverage

Cosa fa un CFO esterno per un’impresa di food e beverage?

Mette ordine nei numeri che governano un’impresa food: food cost e marginalità per linea di prodotto, margine netto per canale (GDO, Ho.Re.Ca., diretto, export), forecast di cassa che tiene conto della stagionalità e dei termini di pagamento, pianificazione degli investimenti in capacità produttiva e rapporti con le banche. La contabilità resta al commercialista, la produzione allo staff: il CFO Office presidia la lettura economico-finanziaria.

In cosa è diversa la finanza del food & beverage rispetto ad altri settori?

Tre elementi la rendono diversa: materie prime volatili che muovono il food cost e comprimono il margine, capitale circolante pesante tra magazzino e crediti verso una GDO che paga a 90-120 giorni, e investimenti in capacità produttiva che vanno pianificati con anticipo. A questo si aggiungono la stagionalità della domanda e la pressione sui prezzi dei canali. Servono metriche dedicate e una pianificazione di cassa su base mensile.

Lavorate con produttori o anche con distributori e ristorazione?

Con tutta la filiera. Seguiamo produttori artigianali e industriali di alimenti e bevande, aziende di trasformazione, marchi che vendono in GDO ed export, distributori Ho.Re.Ca. e gruppi della ristorazione strutturata. Conta la complessità economica dell’impresa: linee di prodotto, canali e circolante.

Avete bisogno del nostro gestionale di produzione?

Lavoriamo con i dati che già produce l’impresa: gestionale di produzione, magazzino, distinte base, ordini e contabilità. Non sostituiamo questi strumenti né li gestiamo nell’operatività quotidiana: li usiamo come fonte per costruire il reporting direzionale, il calcolo del food cost e le viste di cassa. Se i dati sono frammentati, la prima parte del lavoro è metterli in ordine.

Come gestite la volatilità delle materie prime nel food cost?

Costruiamo un food cost per linea che si aggiorna con i prezzi reali di acquisto e mostra l’impatto sul margine prima che si scarichi sul conto economico. Da qui si valutano listini, riformulazioni, coperture sugli acquisti e mix di prodotto, in modo che uno shock sulle materie prime non eroda silenziosamente la marginalità.

Vi occupate del margine per canale e dei rapporti con la GDO?

Sì, dal lato economico-finanziario. Analizziamo la marginalità netta per canale al netto di sconti, contributi promozionali e premi di fine anno, per capire quanto vale davvero ogni euro di ricavo a seconda del canale e sostenere le scelte su mix commerciale e condizioni di vendita.

Seguite i rapporti con le banche e gli investimenti in capacità produttiva?

Sì, è una delle attività più frequenti nel settore: documentazione per finanziamenti e leasing su impianti e linee, negoziazione delle condizioni, covenant, gestione del circolante e delle linee di anticipo fatture, costruzione del rating e dei business plan richiesti per nuovi investimenti.

Quanto tempo serve per vedere i primi numeri affidabili?

L’avvio richiede di norma 4-8 settimane tra assessment e attivazione. Le prime viste mensili affidabili, dal food cost per linea alla cassa, arrivano in genere entro tre mesi. Da quel punto le decisioni su listini, canali e investimenti si appoggiano su quei numeri.