Un’impresa agroalimentare vive di margini sottili, circolante pesante e materie prime che oscillano. Il modello CFO Office porta in azienda una lettura continua di marginalità per linea e cliente, scorte e liquidità. Le decisioni su listini, campagne e investimenti si prendono sui numeri.
Un presidio che accompagna la proprietà sui numeri, mese dopo mese, dentro il ciclo di campagna, a partire da una valutazione dell’assetto finanziario.
Un’impresa può vendere bene e avere comunque problemi di cassa: il motivo è in come sono fatti i suoi numeri.
Ricavi con margini unitari sottili, concentrati su pochi grandi clienti, con listini, promozioni e contributi che ne assorbono una parte.
Materie prime volatili, pagate mesi prima di incassare, e un circolante che cresce con le scorte: senza pianificazione, la cassa si svuota in fretta.
Sapere quanto si è venduto non basta. Conta sapere quanto resta dopo la materia prima, quando i clienti pagano davvero e quanta cassa assorbe il magazzino.
Il fatturato e i volumi, da soli, dicono poco. Il CFO Office costruisce e tiene aggiornate le metriche che mostrano come va davvero l’impresa.
Quanto rende ogni linea di prodotto, al netto di resa, scarti e costi diretti.
GDO, normal trade, HORECA, export: quanto resta netto dopo listini, promo e contributi.
Quanto pesa la materia prima sul venduto e come reagisce il margine quando i prezzi si muovono.
Giorni di magazzino, incasso e pagamento: la distanza tra quando esce e quando entra la cassa.
La resa industriale della trasformazione: dove si perde margine tra materia prima e prodotto finito.
Il forecast lungo l’anno: quando arrivano gli acquisti di campagna e i picchi di circolante.
La filiera non è un blocco unico. Ogni formato ha una struttura di costi, una stagionalità e una logica di capitale diverse. Il modello si calibra di conseguenza.
Produttori food per distribuzione e industria. Contano resa, incidenza materia prima e margine per referenza.
Aziende agricole strutturate e prime lavorazioni. Il ciclo di campagna concentra acquisti e scorte in pochi mesi.
Produzione a campagna, magazzino che finanzia le vendite di un anno intero. La sfida è il circolante.
Il prodotto immobilizza cassa per mesi mentre matura. La scorta è un investimento da governare.
Volumi alti, margini stretti, pochi clienti che pesano. Contano saturazione e margine per commessa.
Prodotto a marchio proprio, tra distribuzione moderna ed export. Serve una vista per canale e mercato.
Calibrata sulla complessità reale: linee di prodotto, peso della distribuzione, stagionalità degli acquisti, piani di crescita. Bastano trenta minuti per capire se e come attivarla.
È il sistema con cui Aurora costruisce e presidia la funzione CFO dall’esterno, in modo continuo: un ciclo mensile fisso che raccoglie i dati, analizza la performance, sintetizza i numeri e prepara le decisioni del mese successivo.
Qualità dei dati, processi, gap di governo.
Reporting, viste gestionali, calendario mensile.
Analisi, sintesi manageriale, decisioni.
Da quel momento, l’azienda passa da una gestione reattiva a una gestione governata. Si vede su tre piani concreti: marginalità, struttura dei costi, generazione di cassa. Cambia il metodo con cui si governa l’azienda, prima ancora dell’organigramma.
Lo stesso modello, calibrato sulla complessità reale dell’impresa. Si parte dal livello giusto, si sale quando ha senso.
Primo livello di controllo su marginalità per linea e cassa. Per imprese senza visibilità strutturata sui numeri.
Budget per linea e canale, gestione del circolante e pianificazione degli acquisti di campagna. Per imprese che vogliono iniziare a guidare la crescita.
Supporto diretto alle decisioni strategiche: nuovi impianti, rifinanziamento, ingresso di fondi, cessione. Per chi vuole un vero presidio CFO.
Sono le situazioni che vediamo ripetersi quando un imprenditore ci contatta per la prima volta.
Il fatturato cresce, ma a fine anno la cassa racconta una storia diversa, senza una spiegazione chiara del perché.
Stai valutando un nuovo impianto o una linea di produzione e serve un business plan solido da presentare in banca, costruito con metodo.
Ogni campagna di acquisti diventa una tensione di cassa, e ogni anno si affronta senza una vista che l’avesse anticipata.
Manca visibilità su quanto rendano davvero le singole linee e referenze rispetto al totale: i conti sono tutti insieme.
I listini e le promozioni della distribuzione pesano sempre di più e manca una misura chiara di quanto resta netto per cliente.
Un fondo, un partner o un acquirente si sta avvicinando, e i numeri non sono ancora pronti per essere presentati a terzi.
Lo stesso presidio finanziario, applicato ai settori affini alla filiera agroalimentare: food & beverage, vitivinicolo, ristorazione e distribuzione HORECA.
Aurora è una boutique di advisory strategico-finanziaria per PMI da 1 a 50 M€ di fatturato. Costruiamo e presidiamo la funzione CFO dall’esterno, con un ciclo mensile continuo.
Una valutazione preliminare dell’assetto finanziario della tua impresa, senza impegno: capiamo insieme se e come attivare il CFO Office.
Prenota il confrontoMette ordine nei numeri che governano un’impresa di trasformazione alimentare: marginalità per linea, cliente e canale, incidenza della materia prima, ciclo del circolante, forecast di cassa che tiene conto delle campagne di acquisto e rapporti con le banche. La contabilità resta al commercialista, la gestione operativa quotidiana alla struttura: il CFO Office presidia la lettura economico-finanziaria.
Tre elementi la rendono diversa: margini unitari sottili che amplificano ogni scostamento sui costi, materie prime volatili spesso acquistate a campagna e quindi pagate mesi prima dell’incasso, e un capitale circolante che cresce con scorte e stagionature. A questo si aggiungono le condizioni della distribuzione moderna: listini, promozioni, contributi e tempi di incasso lunghi. Servono metriche dedicate e una pianificazione di cassa su base mensile.
Entrambe. Seguiamo imprese di trasformazione alimentare, produzioni a campagna come conserviero e beverage, salumifici e caseifici con stagionature lunghe, private label e copacking, oltre ad aziende agricole strutturate che gestiscono la prima lavorazione. Conta la complessità economica dell’impresa.
Lavoriamo con i dati che già produce l’azienda: ERP o gestionale, contabilità industriale, magazzino e contabilità generale. Non sostituiamo questi strumenti né li gestiamo nell’operatività quotidiana: li usiamo come fonte per costruire il reporting direzionale e le viste di cassa. Se i dati sono frammentati, la prima parte del lavoro è metterli in ordine.
Costruiamo un forecast di cassa a 12-18 mesi che riflette il ciclo reale dell’impresa: acquisti di campagna concentrati in pochi mesi, scorte che assorbono liquidità, incassi che arrivano molto dopo. Da qui si definiscono fabbisogni, linee di credito dedicate e tempistiche degli investimenti, in modo che la campagna non diventi un’emergenza ricorrente.
Sì, dal lato economico-finanziario. Non gestiamo la trattativa commerciale, ma analizziamo la marginalità netta per cliente e canale al netto di listini, promozioni e contributi, per capire quanto vale davvero ogni euro di ricavo a seconda della destinazione e sostenere le scelte su mix di clienti e condizioni.
Sì, è una delle attività più frequenti nel settore: documentazione per finanziamenti e leasing, negoziazione delle condizioni, covenant, linee dedicate al circolante e agli acquisti di campagna, costruzione del rating e dei business plan richiesti per nuovi impianti e ampliamenti.
L’avvio richiede di norma 4-8 settimane tra assessment e attivazione. Le prime viste mensili affidabili, dal conto economico per linea alla cassa di campagna, arrivano in genere entro tre mesi. Da quel punto le decisioni su listini, acquisti e investimenti si appoggiano su quei numeri.