Un’impresa food vive di materie prime volatili, circolante pesante e margini sottili. Il modello CFO Office porta dentro l’azienda una lettura continua di food cost, marginalità per linea e liquidità. Le decisioni su listini, canali e investimenti si prendono sui numeri.
Un presidio che accompagna l’azienda sui numeri, mese dopo mese, tra materie prime e margini, a partire da una valutazione dell’assetto finanziario.
Un’azienda può vendere tanto e avere comunque margini erosi e cassa bloccata: il motivo è in come sono fatti i suoi numeri.
Ricavi da più linee e canali, spesso con sconti, contributi promozionali e premi che ne assorbono una parte, e incassi diluiti nel tempo.
Materie prime volatili e un circolante pesante tra magazzino e crediti: senza pianificazione, la cassa resta intrappolata.
Sapere se il fatturato è cresciuto non basta. Conta sapere quanto costa davvero ogni linea, quanto resta dopo sconti e materie prime e quando la cassa torna disponibile.
Il fatturato e i volumi, da soli, dicono poco. Il CFO Office costruisce e tiene aggiornate le metriche che mostrano come va davvero l’azienda.
Incidenza della materia prima. Per linea di prodotto, aggiornata sui prezzi reali di acquisto.
Non tutte le linee rendono uguale. La risposta sta nel margine di contribuzione, non nei volumi.
GDO, Ho.Re.Ca., diretto, export. Al netto di sconti e premi, quanto resta davvero per ciascuno.
Magazzino di materie prime e prodotto finito: quanta cassa è ferma a scaffale.
Giorni di incasso, pagamento e magazzino: quanto tempo la cassa resta intrappolata.
Il forecast lungo l’anno: quando arrivano i picchi di acquisto e i termini lunghi della GDO.
Il food & beverage non è un blocco unico. Ogni modello ha una struttura di costi, un circolante e una logica di canale diversa. Il modello si calibra di conseguenza.
Volumi contenuti, forte identità di prodotto. Contano food cost, prezzo e mix tra le linee.
Impianti e capacità produttiva pesanti. Forte incidenza di CapEx e leva operativa sui volumi.
Volumi alti, margini compressi da sconti e premi. La cassa è condizionata dai termini di pagamento.
Alto valore per unità, forte peso del brand. Contano marginalità per referenza e mix di canale.
Crescita rapida su più mercati e commesse. Marginalità e circolante spesso frammentati.
Più linee e stabilimenti, performance disomogenee. Serve un reporting comparabile e una vista consolidata.
Calibrata sulla complessità reale: numero di linee, canali, peso del circolante, piani di investimento. Bastano trenta minuti per capire se e come attivarla.
È il sistema con cui Aurora costruisce e presidia la funzione CFO dall’esterno, in modo continuo: un ciclo mensile fisso che raccoglie i dati, analizza la performance, sintetizza i numeri e prepara le decisioni del mese successivo.
Qualità dei dati, processi, gap di governo.
Reporting, viste gestionali, calendario mensile.
Analisi, sintesi manageriale, decisioni.
Da quel momento, l’azienda passa da una gestione reattiva a una gestione governata. Si vede su tre piani concreti: marginalità, struttura dei costi, generazione di cassa. Cambia il metodo con cui si governa l’azienda, prima ancora dell’organigramma.
Lo stesso modello, calibrato sulla complessità reale dell’impresa. Si parte dal livello giusto, si sale quando ha senso.
Primo livello di controllo su food cost, marginalità per linea e cassa. Per imprese senza visibilità strutturata sui numeri.
Budget per linea e canale, gestione del circolante e pianificazione degli investimenti. Per imprese che vogliono iniziare a guidare la crescita.
Supporto diretto alle decisioni strategiche: nuove linee, ingresso nella GDO o nell’export, ingresso di fondi, acquisizioni, cessione. Per chi vuole un vero presidio CFO.
Sono le situazioni che vediamo ripetersi quando un’azienda ci contatta per la prima volta.
Il fatturato cresce, ma a fine anno il margine e la cassa raccontano una storia diversa, senza una spiegazione chiara del perché.
Stai valutando una nuova linea o un nuovo impianto e serve un business plan solido da presentare in banca, costruito con metodo.
Il prezzo delle materie prime si muove di continuo e non è chiaro quanto stia erodendo il margine di ciascuna linea.
Manca visibilità su quanto rendano davvero i singoli canali al netto di sconti e premi: i conti sono tutti insieme.
La GDO paga a 90-120 giorni e il magazzino cresce: la cassa resta bloccata anche quando le vendite vanno bene.
Un fondo, un partner o un acquirente si sta avvicinando, e i numeri non sono ancora pronti per essere presentati a terzi.
Lo stesso presidio finanziario, applicato ai settori affini al food & beverage: ospitalità, filiera agroalimentare e distribuzione HORECA.
Aurora è una boutique di advisory strategico-finanziaria per PMI da 1 a 50 M€ di fatturato. Costruiamo e presidiamo la funzione CFO dall’esterno, con un ciclo mensile continuo.
Una valutazione preliminare dell’assetto finanziario della tua impresa, senza impegno: capiamo insieme se e come attivare il CFO Office.
Prenota il confrontoMette ordine nei numeri che governano un’impresa food: food cost e marginalità per linea di prodotto, margine netto per canale (GDO, Ho.Re.Ca., diretto, export), forecast di cassa che tiene conto della stagionalità e dei termini di pagamento, pianificazione degli investimenti in capacità produttiva e rapporti con le banche. La contabilità resta al commercialista, la produzione allo staff: il CFO Office presidia la lettura economico-finanziaria.
Tre elementi la rendono diversa: materie prime volatili che muovono il food cost e comprimono il margine, capitale circolante pesante tra magazzino e crediti verso una GDO che paga a 90-120 giorni, e investimenti in capacità produttiva che vanno pianificati con anticipo. A questo si aggiungono la stagionalità della domanda e la pressione sui prezzi dei canali. Servono metriche dedicate e una pianificazione di cassa su base mensile.
Con tutta la filiera. Seguiamo produttori artigianali e industriali di alimenti e bevande, aziende di trasformazione, marchi che vendono in GDO ed export, distributori Ho.Re.Ca. e gruppi della ristorazione strutturata. Conta la complessità economica dell’impresa: linee di prodotto, canali e circolante.
Lavoriamo con i dati che già produce l’impresa: gestionale di produzione, magazzino, distinte base, ordini e contabilità. Non sostituiamo questi strumenti né li gestiamo nell’operatività quotidiana: li usiamo come fonte per costruire il reporting direzionale, il calcolo del food cost e le viste di cassa. Se i dati sono frammentati, la prima parte del lavoro è metterli in ordine.
Costruiamo un food cost per linea che si aggiorna con i prezzi reali di acquisto e mostra l’impatto sul margine prima che si scarichi sul conto economico. Da qui si valutano listini, riformulazioni, coperture sugli acquisti e mix di prodotto, in modo che uno shock sulle materie prime non eroda silenziosamente la marginalità.
Sì, dal lato economico-finanziario. Analizziamo la marginalità netta per canale al netto di sconti, contributi promozionali e premi di fine anno, per capire quanto vale davvero ogni euro di ricavo a seconda del canale e sostenere le scelte su mix commerciale e condizioni di vendita.
Sì, è una delle attività più frequenti nel settore: documentazione per finanziamenti e leasing su impianti e linee, negoziazione delle condizioni, covenant, gestione del circolante e delle linee di anticipo fatture, costruzione del rating e dei business plan richiesti per nuovi investimenti.
L’avvio richiede di norma 4-8 settimane tra assessment e attivazione. Le prime viste mensili affidabili, dal food cost per linea alla cassa, arrivano in genere entro tre mesi. Da quel punto le decisioni su listini, canali e investimenti si appoggiano su quei numeri.