Chi produce cucine professionali vive di commesse, acconti e materie prime che oscillano. Il modello CFO Office porta in azienda una lettura continua di marginalità per commessa, portafoglio ordini e liquidità. Le decisioni su preventivi, acquisti e investimenti si prendono sui numeri.
Un presidio che accompagna la proprietà sui numeri, mese dopo mese, dentro il ciclo delle commesse, a partire da una valutazione dell’assetto finanziario.
Un’azienda può avere il portafoglio ordini pieno e avere comunque problemi di cassa: il motivo è in come sono fatti i suoi numeri.
Ricavi per commessa e a stati di avanzamento, tra acconti, saldi a collaudo e canali dealer o contract che pagano con tempi diversi.
Acciaio e componenti acquistati mesi prima dell’incasso e un magazzino tecnico che cresce: senza pianificazione, la cassa si svuota in fretta.
Avere il portafoglio ordini pieno non basta. Conta sapere quanto margine resta a fine commessa, quando entrano gli acconti e se la cassa regge i mesi di produzione.
Il fatturato e gli ordini acquisiti, da soli, dicono poco. Il CFO Office costruisce e tiene aggiornate le metriche che mostrano come va davvero l’azienda.
Preventivato contro consuntivo: quanto resta davvero a fine progetto, extra e varianti inclusi.
Il backlog tradotto in ricavi, margini e cassa dei mesi successivi, non solo in volumi.
Acciaio e componenti: quanto pesano sul venduto e come reagisce il margine quando i prezzi si muovono.
Acconti, avanzamento e saldi: la distanza tra quando esce e quando entra la cassa su ogni progetto.
Dealer, contract, export, vendita diretta: quanto resta netto per canale orienta il mix giusto.
Il post-vendita come linea di margine ricorrente, misurata e non lasciata al caso.
Il settore non è un blocco unico. Ogni formato ha una struttura di costi, un ciclo di commessa e una logica di capitale diversi. Il modello si calibra di conseguenza.
Progetti per ristorazione e hotellerie. Ogni commessa è un cantiere, con margini da difendere in corso d’opera.
Produzione a catalogo per il canale dealer. Contano rotazione, listini e saturazione degli impianti.
Prodotto tecnico, componenti critici e garanzie lunghe. Il margine si gioca su acquisti e service.
Forniture per catene, mense e collettività. Tempi lunghi, stati di avanzamento e saldi a collaudo: il circolante va governato.
Vendite su più mercati, con termini di incasso e rischi diversi. Serve una vista per mercato e canale.
La coda lunga del prodotto installato: ricavi ricorrenti ad alto margine, da misurare e far crescere.
Calibrata sulla complessità reale: mix tra commesse e serie, peso dell’export, magazzino tecnico, piani di crescita. Bastano trenta minuti per capire se e come attivarla.
È il sistema con cui Aurora costruisce e presidia la funzione CFO dall’esterno, in modo continuo: un ciclo mensile fisso che raccoglie i dati, analizza la performance, sintetizza i numeri e prepara le decisioni del mese successivo.
Qualità dei dati, processi, gap di governo.
Reporting, viste gestionali, calendario mensile.
Analisi, sintesi manageriale, decisioni.
Da quel momento, l’azienda passa da una gestione reattiva a una gestione governata. Si vede su tre piani concreti: marginalità, struttura dei costi, generazione di cassa. Cambia il metodo con cui si governa l’azienda, prima ancora dell’organigramma.
Lo stesso modello, calibrato sulla complessità reale dell’azienda. Si parte dal livello giusto, si sale quando ha senso.
Primo livello di controllo su marginalità per commessa e cassa. Per aziende senza visibilità strutturata sui numeri.
Budget per linea e canale, gestione del circolante di commessa e pianificazione degli acquisti. Per aziende che vogliono iniziare a guidare la crescita.
Supporto diretto alle decisioni strategiche: nuovi stabilimenti, rifinanziamento, ingresso di fondi, cessione. Per chi vuole un vero presidio CFO.
Sono le situazioni che vediamo ripetersi quando un imprenditore ci contatta per la prima volta.
Il portafoglio ordini è pieno, ma a fine anno la cassa racconta una storia diversa, senza una spiegazione chiara del perché.
Stai valutando un nuovo stabilimento o una linea di produzione e serve un business plan solido da presentare in banca, costruito con metodo.
Tra acquisto dei materiali e saldo a collaudo passano mesi, e ogni commessa importante diventa una tensione di cassa non anticipata.
Manca visibilità su quanto rendano davvero le singole commesse a consuntivo: extra e varianti erodono margini che nessuno misura.
L’acciaio e i componenti si muovono più in fretta dei listini: il margine si assottiglia senza una misura chiara di quanto e dove.
Un fondo, un partner o un acquirente si sta avvicinando, e i numeri non sono ancora pronti per essere presentati a terzi.
Lo stesso presidio finanziario, applicato ai settori vicini al mondo delle cucine professionali: HORECA, ristorazione, hospitality e filiera food.
Aurora è una boutique di advisory strategico-finanziaria per PMI da 1 a 50 M€ di fatturato. Costruiamo e presidiamo la funzione CFO dall’esterno, con un ciclo mensile continuo.
Una valutazione preliminare dell’assetto finanziario della tua azienda, senza impegno: capiamo insieme se e come attivare il CFO Office.
Prenota il confrontoMette ordine nei numeri che governano un’azienda che produce su commessa: marginalità per commessa e per canale, portafoglio ordini letto in termini di cassa, incidenza di acciaio e componenti, forecast di cassa e rapporti con le banche. La contabilità resta al commercialista, la gestione operativa quotidiana alla struttura: il CFO Office presidia la lettura economico-finanziaria.
Tre elementi la rendono diversa: i costi escono mesi prima degli incassi, perché materiali e produzione precedono acconti e saldi a collaudo; il margine reale si conosce solo a consuntivo, quando extra e varianti sono già avvenuti; e la materia prima, acciaio in testa, si muove più in fretta dei listini. Servono metriche per commessa e una pianificazione di cassa su base mensile.
Entrambi. Seguiamo produttori di grandi cucine su misura, aziende con linee a catalogo per il canale dealer, refrigerazione e freddo professionale, contract e grandi progetti, oltre a chi ha una componente rilevante di export o di service e ricambi. Conta la complessità economica dell’azienda.
Lavoriamo con i dati che già produce l’azienda: ERP, commesse, distinta base, magazzino e contabilità. Non sostituiamo questi strumenti né li gestiamo nell’operatività quotidiana: li usiamo come fonte per costruire il reporting direzionale e le viste di cassa. Se i dati sono frammentati, la prima parte del lavoro è metterli in ordine.
Costruiamo un forecast di cassa a 12-18 mesi che riflette il ciclo reale delle commesse: acquisti di materiali concentrati all’avvio, produzione che assorbe liquidità, acconti e saldi che arrivano a milestone. Da qui si definiscono fabbisogni, anticipi su contratti e linee dedicate, in modo che le commesse più grandi non diventino un’emergenza di cassa.
Sì, dal lato economico-finanziario. Non facciamo i preventivi tecnici, ma costruiamo il confronto sistematico tra preventivato e consuntivo, misuriamo l’effetto di extra e varianti e definiamo le soglie di margine sotto cui una commessa va rivista. Così le offerte successive partono da dati reali.
Sì, è una delle attività più frequenti nel settore: documentazione per finanziamenti e leasing, negoziazione delle condizioni, covenant, anticipi su ordini e contratti, fideiussioni e garanzie richieste nei progetti contract, costruzione del rating e dei business plan per nuovi stabilimenti.
L’avvio richiede di norma 4-8 settimane tra assessment e attivazione. Le prime viste mensili affidabili, dal margine per commessa alla cassa prospettica, arrivano in genere entro tre mesi. Da quel punto le decisioni su preventivi, acquisti e investimenti si appoggiano su quei numeri.