Un’azienda del vino vive di cicli lunghi, capitale immobilizzato e ricavi legati alla vendemmia. Il modello CFO Office porta dentro la cantina una lettura continua di costo per bottiglia, marginalità per etichetta e liquidità. Le decisioni su listini, canali e investimenti si prendono sui numeri.
Un presidio che accompagna l’azienda sui numeri, mese dopo mese, dentro il ciclo lungo del vino, a partire da una valutazione dell’assetto finanziario.
Una cantina può avere annate eccellenti e cantine piene e avere comunque la cassa sotto tensione: il motivo è in come sono fatti i suoi numeri.
Ricavi concentrati e differiti, da più etichette e canali, con provvigioni ed export che ne assorbono una parte e incassi lontani dalla vendemmia.
Un capitale immobilizzato tra vigneti, impianti e vino che invecchia, e costi che corrono per anni prima del ricavo: senza pianificazione, la cassa resta ferma in cantina.
Sapere se l’annata è stata buona non basta. Conta sapere quanto costa davvero ogni bottiglia, quanto capitale è fermo in cantina e quando quella cassa torna disponibile.
Il fatturato e le bottiglie vendute, da soli, dicono poco. Il CFO Office costruisce e tiene aggiornate le metriche che mostrano come va davvero la cantina.
Tutto ciò che entra in una bottiglia. Uva, cantina, affinamento e struttura, per etichetta e annata.
Non tutte le etichette rendono uguale. La risposta sta nel margine di contribuzione, non nei volumi.
GDO, Ho.Re.Ca., enoteche, diretto, export. Al netto di sconti e provvigioni, quanto resta davvero.
Il vino che invecchia per annata: quanta cassa è immobilizzata e quando si libera.
Vigneti, impianti e barricaie: quanto capitale chiede il modello e quanto rende.
Il forecast lungo l’anno: quando arrivano i costi della vendemmia e quando gli incassi.
Il vitivinicolo non è un blocco unico. Ogni modello ha una struttura di capitale, un ciclo e una logica di canale diversa. Il modello si calibra di conseguenza.
Dalla vigna alla bottiglia. Contano costo pieno per etichetta, immobilizzo del prodotto e mix di gamma.
Forte peso della terra e degli impianti. Capitale investito pesante e ciclo produttivo lungo.
Più mercati, provvigioni e logistica. Marginalità per canale e circolante da presidiare.
Affinamenti lunghi e magazzino pluriennale. Alto immobilizzo e forte valore per bottiglia.
Più cantine e soci conferenti, performance disomogenee. Serve un reporting comparabile e consolidato.
Vino, ospitalità e vendita diretta insieme. Contano marginalità per attività e mix di ricavo.
Calibrata sulla complessità reale: numero di etichette, canali, capitale investito, tempi di affinamento, piani di crescita. Bastano trenta minuti per capire se e come attivarla.
È il sistema con cui Aurora costruisce e presidia la funzione CFO dall’esterno, in modo continuo: un ciclo mensile fisso che raccoglie i dati, analizza la performance, sintetizza i numeri e prepara le decisioni del mese successivo.
Qualità dei dati, processi, gap di governo.
Reporting, viste gestionali, calendario mensile.
Analisi, sintesi manageriale, decisioni.
Da quel momento, l’azienda passa da una gestione reattiva a una gestione governata. Si vede su tre piani concreti: marginalità, struttura dei costi, generazione di cassa. Cambia il metodo con cui si governa l’azienda, prima ancora dell’organigramma.
Lo stesso modello, calibrato sulla complessità reale dell’azienda. Si parte dal livello giusto, si sale quando ha senso.
Primo livello di controllo su costo per bottiglia, marginalità per etichetta e cassa. Per cantine senza visibilità strutturata sui numeri.
Budget per etichetta e canale, valorizzazione del magazzino e pianificazione degli investimenti in vigneto e cantina. Per aziende che vogliono iniziare a guidare la crescita.
Supporto diretto alle decisioni strategiche: nuovi impianti, export, passaggio generazionale, ingresso di fondi, cessione. Per chi vuole un vero presidio CFO.
Sono le situazioni che vediamo ripetersi quando un’azienda ci contatta per la prima volta.
Le annate vanno bene, ma la cassa è sempre sotto tensione, senza una spiegazione chiara del perché.
Stai valutando nuovi vigneti o un ampliamento della cantina e serve un business plan solido da presentare in banca, costruito con metodo.
Non è chiaro quanto capitale sia immobilizzato nel vino che invecchia, né quando quella cassa tornerà disponibile.
Manca visibilità su quanto rendano davvero le singole etichette e i singoli canali al netto di sconti e provvigioni.
L’export cresce ma provvigioni, logistica e tempi di incasso stanno erodendo il margine senza che se ne veda la misura.
Un passaggio generazionale, un fondo o un acquirente si sta avvicinando, e i numeri non sono ancora pronti per essere presentati a terzi.
Lo stesso presidio finanziario, applicato ai settori affini al vino: food & beverage, filiera agroalimentare e ospitalità.
Aurora è una boutique di advisory strategico-finanziaria per PMI da 1 a 50 M€ di fatturato. Costruiamo e presidiamo la funzione CFO dall’esterno, con un ciclo mensile continuo.
Una valutazione preliminare dell’assetto finanziario della tua cantina, senza impegno: capiamo insieme se e come attivare il CFO Office.
Prenota il confrontoMette ordine nei numeri che governano un’azienda del vino: costo pieno per bottiglia e per etichetta, marginalità per canale (GDO, Ho.Re.Ca., enoteche, diretto, export), valorizzazione di un magazzino che invecchia per anni, forecast di cassa legato al ciclo della vendemmia e rapporti con le banche su vigneti e impianti. La contabilità resta al commercialista, la produzione all’enologo e alla cantina: il CFO Office presidia la lettura economico-finanziaria.
Tre elementi la rendono diversa: un ciclo produttivo lungo, con prodotto che resta immobilizzato in cantina per mesi o anni prima di generare ricavo, un capitale investito pesante tra vigneti, impianti e scorte pluriennali, e un ricavo concentrato nei mesi successivi alla vendemmia. A questo si aggiungono canali con marginalità molto diversa e, spesso, l’export. Servono metriche dedicate e una pianificazione di cassa su base pluriennale.
Con tutta la filiera. Seguiamo cantine e aziende vitivinicole verticali, aziende agricole con vigneti di proprietà, cooperative e gruppi, imbottigliatori e case spumantistiche, oltre a realtà fortemente orientate all’export o all’enoturismo. Conta la complessità economica dell’impresa: numero di etichette, canali, immobilizzo del prodotto e capitale investito.
Lavoriamo con i dati che già produce l’azienda: gestionale di cantina, registri di magazzino, ordini e contabilità. Non sostituiamo questi strumenti né li gestiamo nell’operatività quotidiana: li usiamo come fonte per costruire il reporting direzionale, il costo pieno per bottiglia e le viste di cassa. Se i dati sono frammentati, la prima parte del lavoro è metterli in ordine.
Il vino che matura in cantina è cassa immobilizzata che cresce di valore ma pesa sul circolante. Costruiamo una valorizzazione del magazzino per annata ed etichetta che tiene conto del costo pieno accumulato e dei tempi di affinamento, per capire quanto capitale è fermo, quando si libera e come pianificare la cassa nel frattempo.
Sì, dal lato economico-finanziario. Analizziamo la marginalità netta per canale al netto di sconti, provvigioni degli importatori e costi logistici, per capire quanto vale davvero ogni euro di ricavo tra GDO, Ho.Re.Ca., enoteche, vendita diretta ed export, e sostenere le scelte su mix di canale e presidio dei mercati esteri.
Sì, è una delle attività più frequenti nel settore: documentazione per finanziamenti e leasing su vigneti, impianti e barricaie, negoziazione delle condizioni, covenant, gestione del debito e delle linee stagionali legate alla vendemmia, costruzione del rating e dei business plan richiesti per nuovi impianti e ampliamenti.
L’avvio richiede di norma 4-8 settimane tra assessment e attivazione. Le prime viste mensili affidabili, dal costo per bottiglia alla valorizzazione del magazzino e alla cassa, arrivano in genere entro tre mesi. Da quel punto le decisioni su listini, canali e investimenti si appoggiano su quei numeri.